
Al civico 27 di Via Sindaco I°, casa Manfré, che Gramsci abitò con Bordiga, Paolo Conca, Giuseppe Sbaraglini, Piero Ventura ed Ettore Madrucciani, e che descrisse nelle lettere a Tatiana e a Giulia. Qui prese corpo in collaborazione con Bordiga la realizzazione del progetto della scuola ideata da Gramsci nella immediatezza del suo arrivo e vennero anche organizzate le prime mense autogestite con metodi di partecipazione democratica. Bordiga vi iniziò i suoi compagni al gioco dello scopone e preparò gli esperimenti a sussidio delle sue lezioni di fisica, accese sul balcone della casa una lampadina, la prima in Ustica dove mancava la luce elettrica, si intrattenne con Giuseppe Berti e altri per preparare le lezioni di storia della filosofia e discusse con Ernesto Schiavello i problemi organizzativi che la scuola poneva per i numerosi nuovi arrivi e per l’aumento dei corsi.




