
Mentre molte strade del rione San Bartolomeo sono dedicate agli attributi della Madonna (v. tappa 18), alcune del rione Calvario, oltre che da devozione (Via San Francesco, Via San Giovanni, Via San Giuseppe), hanno altre origini: caratteristiche fisiche (Via Confini, Via Tufo, Via Dirupo, Via Belvedere); aspetti naturalistici (Via Falconiera); famiglie (Via Inglese, dedicata a famiglia non più presente, poi cambiata in Via 18 Novembre per legarla a un evento storico); professioni (Via Prosegreto e Via Medico).
Il toponimo Prosegreto ha origine dall'abitazione del prosegreto, il responsabile dell’ufficio periferico della secrezia, l'ufficio delle tasse borbonico; la Via Medico per vox populi, dall'abitazione del medico garantito dai Borbone ai primi coloni. Quest’ultima via si congiunge a monte con la Via Confini, limite nord del centro abitato; ad angolo con la Via Medico era ubicato lo spaccio di generi alimentari impiantato nel 1927 dai confinati politici.
Primi medici furono i sacerdoti Amato e Mobilia; seguiranno Andrea Furitano, Pellegrino, Paolo Augello e Angelo Rizzo (annegato nel 1804 durante l’attacco dei corsari alla nave corriera che collegava Ustica a Palermo), Francesco Ingargiola. Il servizio sanitario sarà stabilizzato nel 1890 con la nomina del dott. Mario Randaccio in servizio sino al 1923 quando gli subentrerà il dott. Vincenzo Fazio, entrambi benemeriti e ricordati nella toponomastica stradale. La condotta, per un tempo gestita con incarichi interini, dal 1975 fu poi lungamente affidata al dott. Mariano Scalisi. Oggi il medico di base è affiancato dalla guardia medica e da specialisti per visite periodiche e, in estate, dalla guardia medica turistica e da specialisti della camera iperbarica.



