
Il toponimo della piazza è stato cambiato nel 1927 da Largo Maddalena a Piazza della Vittoria. L’anno successivo fu eretto il Monumento ai Caduti solennemente inaugurato dal prefetto Mori venuto da Palermo.

Il toponimo della piazza è stato cambiato nel 1927 da Largo Maddalena a Piazza della Vittoria. L’anno successivo fu eretto il Monumento ai Caduti solennemente inaugurato dal prefetto Mori venuto da Palermo.
Nel novembre 1928, invitato dal podestà Ercole Gargano, il prefetto Mori inaugurò il Monumento ai Caduti. Per l'occasione vennero mobilitati tutti i cittadini schierati nelle varie organizzazioni del partito fascista che sfilarono inneggiando al Duce. Anche i confinati comuni, i “coatti”, vennero intruppati per la sfilata d’onore col saluto romano al Prefetto, che dedicò loro una parte del suo discorso spronandoli all’adesione al fascismo. I confinati politici furono invece consegnati nelle loro abitazioni sino alla partenza del prefetto.


La stradella–belvedere prospettante su Via Vittorio Emanuele III e sulla Cala Santa Maria era molto frequentata dai confinati specie all’ora di arrivo del piroscafo. A loro era impedito l’accesso alla banchina, obbligati com’erano all’interno del centro abitato. Stavano lì per accogliere i nuovi confinati ammanettati e legati tra di loro da una catena o familiari o amici o perché l’arrivo del postale era sempre un evento o, semplicemente, per scrutare l’orizzonte e, nei giorni di buona visibilità, le coste palermitane.
Di fronte alla villa del Monumento ai Caduti, l’attuale sede dell’Area Marina Protetta. L’edificio, uno dei primi costruiti nel nuovo centro abitato all’epoca della colonizzazione del 1763 e contiguo alla casa retrostante dello speziere aromataio con annesso giardino, era destinato ad alloggiare i militari ma nel tempo ha avuto altre destinazioni: camerone per coatti nella seconda metà dell’Ottocento, prima sede della scuola elementare dai primi del Novecento, prima sede della scuola di cultura istituita da Gramsci che a fine dicembre 1926 vi tenne la sua prima conferenza sugli ittiti (lo testimonia Cesare Marcucci), sede della Sezione del fascio dal 1928, sala matrimoni e cinema nei primi anni del secondo dopoguerra, sede di filodrammatica negli anni Sessanta del Novecento, e poi sede della Pro Loco.


La casa con terrazza soprastante era abitata da Nello Rosselli. Sul retro, sulla destra, era la caserma della Milizia e, di fronte l'ingresso, la Pretura dove venivano celebrati i processi per reati minori. Fecero scalpore il «processo alla cravatta» narrato da Liuzzo e quello per l’arresto del maiale narrato da Gramsci.
