
In epoca borbonica non erano imposti limiti nella circolazione sull’isola sia ai condannati ai lavori forzati per delitti giudicati, benché trascinantisi le catene ai piedi», sia ai “politici”, che vivevano liberi e in buone relazioni e talvolta in familiarità con i notabili dell’isola. Sul finire della seconda metà dell’Ottocento furono però imposti a tutti il divieto di allontanarsi dal centro abitato senza permesso e la chiusura notturna con catenaccio; fu inoltre disposto rigido controllo anche in ore notturne sulla spiaggia di Cala Santa Maria; in epoca fascista, per scongiurare le fughe, fu rinnovato l’obbligo per i pescatori di depositare a pesca ultimata i remi della propria barca nel posto di guardia vigilato da carabinieri e rigorosamente applicato il divieto di uscire dal centro abitato.


