
Il Mulino venne costruito sul finire dell’Ottocento dalla famiglia del parroco Ailara che introdusse sull’isola una «macchina a vapore della forza di sei cavalli con accessori per la molitura del grano» con l’avvertenza «che nessun pericolo vi è per la pubblica sicurezza degli abitanti e che questa industria, mentre torna a beneficio del paese, è di grande utilità per l'agricoltura» (atti Consiglio Comunale 1896). Nel 1906 i fratelli Caserta vi impiantarono un pastificio e la pasta usticese varcò l’oceano e fu venduta anche in Louisiana. A Ustica allora si produceva tanto grano da rendere l'isola quasi autosufficiente e si esportavano legumi (in specie lenticchie e fave), angurie e meloni gialli invernali e, in minor misura, patate e cipolle. Nel dopoguerra si produceva per l’esportazione anche il cotone.
Nel 1927 parte dell’edificio fu destinato a camerone per confinati politici.




