
Il toponimo Largo Padiglione Militare trae origine dalla presenza di due padiglioni adibiti all’alloggio dei militari di stanza a Ustica sin dall’avvio dell’ultima colonizzazione del 1763. Infatti 250 soldati avevano accompagnato i coloni eoliani per difendere l’isola, essendo diventata dalla seconda metà del 1300 covo di corsari che insidiavano il commercio marittimo. Furono mandati inoltre 40 disterrati, condannati ai lavori forzati destinati alla «sistemazione delle strade» e ad altri lavori. L’iniziativa governativa era stata preceduta nel 1761 da un tentativo di colonizzazione non autorizzato di privati cui partecipò un gruppo di eoliani, attratto dalla promessa di privilegi nell’assegnazione dei terreni da coltivare e che l’8 settembre 1762 fu sorpreso dai corsari e tratto in schiavitù in Tunisi. A questo episodio si rifà il disegno riprodotto sul pannello di accesso e riportato in calce a questa tappa. Cessato il pericolo dei corsari, fu mantenuta la presenza sull’isola di soldati, seppure in minor numero, almeno sino al 1925, con qualche interruzione (per approfondimenti sul periodo sino al 1815 vedi articoli su Lettera 36-37 e Lettera 38-39).



